Fin dall’antichità l’architettura, ovvero la scienza della progettazione e della costruzione degli edifici, è sempre stata strettamente intrecciata con la storia dell’arte.

Per questo abbiamo ritenuto interessante approfondire tutti i passaggi della storia dell’architettura nel corso dei secoli e il suo rapporto con le correnti artistiche delle varie epoche.

Lo stretto rapporto tra l’architettura e l’arte

In primo luogo, molte opere pubbliche (soprattutto gli edifici religiosi), sono state progettate con l’estetica in mente, oltre alla funzionalità: ovvero, per essere piacevoli da vedere, ma anche per assolvere a una funzione pubblica.

Secondariamente, in molti di questi edifici gli esterni e gli interni hanno agito come vetrina per la pittura (come accade con la Cappella Sistina), con fregi e sculture in rilievo (come nel Partenone, o nelle cattedrali gotiche europee), decorazioni in vetro colorato (ad es. la Cattedrale di Chartres) e altre opere d’arte come i mosaici.

Infine i piani di edilizia pubblica in genere sono sempre andati di pari passo con lo sviluppo delle arti visive e i movimenti culturali e artistici più importanti, come il Rinascimento, il Barocco, il Rococò e il Neoclassicismo.

I Greci e le fondamenta dell’architettura moderna

Tra i più importanti costruttori di opere dell’antichità non si possono assolutamente non annoverare gli architetti greci, i quali hanno creato alcuni degli edifici più belli e più caratteristici dell’intero mondo antico: è indubbio che templi, teatri e stadi abbiano influenzato tutti gli stili architettonici successivi – basti pensare a quegli auditorium statunitensi come il Red Rocks Amphitheatre che già dal nome rimanda a una struttura greca.

L’attenzione di quei primi architetti alla semplicità, alla proporzione, alla prospettiva e all’armonia ha continuato a esercitare un peso sul mondo romano e attraverso questo ha fornito le basi per gli ordini architettonici classici, che hanno dominato il mondo occidentale dal Rinascimento a oggi.